Alessandro Piperno, laziale atipico
Alessandro Piperno su Nuovi Argomenti racconta la sua lazialità. Teoria e pratica di una fede biancazzurra. Scrive: "Possedevo collezioni complete delle divise della Lazio, ma anche le tute di allenamento, per non parlare delle maglie dei portieri. In quegli anni la Lazio era una squadra disgraziata, derubata, degradata (un'allitterazione che vale perfettamente quel dramma). Ma a me piaceva così. Anzi, avevo il vezzo di acquistare la maglia dei giocatori più mediocri. Mi si poteva incontrare per Roma con la maglia di Arcadio Spinozzi, un libero all'antica il cui viso sembrava essere divorato dalla barba. (...) Arcadio Spinozzi era la Lazio. La rappresentava molto più di campioni del calibro di Giordano e Manfredonia, che l'avevano svenduta senza ritegno. Quella maglia d'un blu assai più elettrico di quanto apparisse in tv era tutta per Arcadio. La mia Arcadia...".


