L'America e la grazia perduta
(In morte di Stanley Williams)
La vena non ne voleva sapere di saltar fuori dal braccio da ex culturista di Stanley Williams.
La morte non ha avuto fretta con l'uomo che ha costretto l'America a scuotersi dalla ruotine delle esecuzioni e a interrogarsi di nuovo sulla pena capitale. Quando l'ago con il veleno è riuscito finalmente a compiere il proprio lavoro, erano passati 34 lunghissimi minuti di tensione e imbarazzo nella camera della morte del carcere californiano di San Quintino. Due pugni alzati nel segno del potere nero hanno dato l'addio a Williams. Più ancora del traguardo dei giorni scorsi del millesimo morto da quando è stata reintrodotta nel 1976 la pena capitale, l'esecuzione del fondatore della gang dei Crips ha scosso le coscienze e diviso gli Usa, oltre a suscitare reazioni nel resto del mondo. Non ci sono state le temute esplosioni di violenza nelle strade di Los Angeles, quelle dove Tookie Williams negli anni '70 imperversava con i suoi Crips e dove avrebbe ucciso nel 1979 le quattro persone per le quali è stato condannato. Ma l'esecuzione, per la quale i media hanno messo in campo lo schieramento dei grandi eventi, ha riacceso il dibattito in un paese che mantiene una solida maggioranza dell'opinione pubblica a favore della pena capitale (66% secondo gli ultimi sondaggi), ma sta ripensando nelle aule di giustizia la sua applicazione, come dimostra il drastico calo delle condanne. Nel frattempo, però, la macchina delle iniezioni letali prosegue: nella notte tra mercoledì e giovedì toccherà in Mississippi a John Nixon, che dovrebbe diventare il morto numero 60 negli Usa nel 2005, uno in più rispetto al 2004. A 77 anni, Nixon sarebbe anche il più anziano detenuto a venir messo a morte da oltre un secolo.
- UNA MORTE LENTA: Williams, 51 anni, è stato condotto nella camera della morte alle 11:59 locali, sdraiandosi sul lettino sotto gli occhi degli addetti all'esecuzione e di 39 testimoni. Due minuti dopo è cominciata la procedura per l'iniezione letale. Il condannato è rimasto in silenzio, evitando qualsiasi dichiarazione finale, mentre gli infermieri cercavano con sempre maggior agitazione di individuare una vena utile. Dopo 11 minuti, Williams ha alzato la testa, visibilmente irritato: «State facendo le cose nel modo giusto?», ha chiesto. Le tre sostanze usate per le esecuzioni hanno cominciato a venir pompate alle 12:18. Il gigantesco Williams ha tremato, il respiro si è fatto affannoso, poi si è interrotto. La morte del detenuto numero C29300 è stata decretata 35 minuti dopo la mezzanotte (le 09:35 di martedì in Italia). «Williams è sembrato frustrato dal fatto che le cose non siano andate con la velocità che sperava», ha commentato in seguito il direttore del carcere, Steven Ornoski. Due amici neri di Williams presenti tra i testimoni hanno alzato il pugno in segno di saluto. Poi è partito un grido che ha fatto sobbalzare tutti, nel silenzio del camera della morte: «Lo stato della California ha appena ucciso un innocente!».
- PROTESTE E LACRIME: All'esterno del carcere, circa 2000 persone hanno manifestato a lume di candela e cantato 'Swing Low, Sweet Chariot con Joan Baez. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, che a poche ore dall' esecuzione ha rifiutato la grazia, è stato chiamato «assassino a sangue freddo» da Barbara Becnel, che con Williams aveva scritto negli anni scorsi libri contro la violenza giovanile, indicati dai sostenitori del condannato come una delle ragioni per le quali meritava il perdono.
- UNA DEDICA FATALE: Schwarzenegger è stato durissimo nelle cinque pagine con le quali ha motivato il proprio rifiuto a intervenire. La 'redenzionè che Williams sosteneva di aver intrapreso nell'ultimo decennio è stata ritenuta «vuota di contenuti» dal governatore. L'assenza di rimorso per i quattro omicidi del 1979 - dei quali il condannato si proclamava innocente - per Schwarzenegger era un ostacolo insormontabile. Ma Williams sembra essersi giocato la grazia anche per una dedica inserita all'inizio di un libro del 1998, 'Life in Prison', a Nelson Mandela, Malcolm X, Angela Davis, Mumia Abu-Jamal e molti altri «che hanno sperimentato l'infernale oppressione della vita dietro le sbarre». Schwarzenegger ha dedicato ampio spazio a questa dedica, nelle sue motivazioni, sottolineando che Williams aveva scelto anche killer spietati. Il governatore si è detto particolarmente indignato dalla scelta di inserire anche George Jackson, un attivista nero protagonista nel 1970 di una sanguinosa rivolta a San Quintino.
- UN'AMERICA CHE CAMBIA: Il dibattito innescato dalla morte di Williams ha fatto però emergere, nelle analisi di molti esperti, come nonostante casi che scuotono le coscienze di tanto in tanto, gli Usa siano in realtà in un periodo di netta frenata e di ripensamento sulla pena capitale. Proprio nei giorni del millesimo morto e dell'esecuzione di Williams, si sussegono prese di posizione di procuratori distrettuali e di comitati editoriali dei quotidiani che sprimono a chiare lettere il proprio disagio. Secondo gli esperti, quella del primo scorcio del XXI secolo non è più l'America degli anni Novanta, quella delle 152 esecuzioni decretate da George Bush come governatore del Texas o quella del governatore dell'Arkansas Bill Clinton, pronto a orrere a dare il via libera a un'esecuzione duranta la campagna presidenziale del 1992, per non rischiare di perdere contro Bush padre.
(Fonte Ansa)


